Monthly Archives: Giugno 2022

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Autonomia differenziata: sfida democratica per un regionalismo solidale

Categoria : Notizie

Qualche mese fa, il Movimento Officine del Sud aveva espresso il timore che il disegno di legge sull’autonomia differenziata, all’epoca apparso nella Nota Aggiuntiva al Documento di Economia e Finanza 2021, presentato nel collegato alla legge di Bilancio, venisse approvato, senza neppure passare in Parlamento, con tutte le conseguenze nefaste per le diseguaglianze che avrebbe prodotto. Sventato il pericolo, la stessa perplessità si ripropone oggi, alla vigilia di scadenze elettorali, amministrative (in questa fase) e politiche fra qualche mese.
In particolare, con la legge quadro predisposta dalla Ministra per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, si rispolvera il criterio della spesa storica, per stabilire la ripartizione delle risorse, anche se la stessa legge persegue l’obiettivo di garantire in tutte le regioni i Livelli essenziali di prestazioni (Lep), al fine di assicurare uguali diritti a tutti i cittadini. Ci si chiede, a tal proposito, in che modo questo potrà accadere se le Regioni del Mezzogiorno hanno un PIL pro capite inferiore del 75% rispetto alla media europea, mentre le regioni del nord rivendicano di trattenere il loro gettito fiscale per finanziare i loro servizi. Perché, ancora oggi, non si definiscono i livelli essenziali delle prestazioni e non si stabilisce il fondo perequativo per permettere di raggiungere un livello uniforme dei servizi in tutta Italia? Ed ancora, perché non vengono definite prima le materie che devono rimanere di pertinenza statale (vedi scuola, trasporti ecc) per poi stabilire accordi con le singole Regioni sulle materie di cui chiede l’autonomia? Siamo sicuri che trattando singolarmente con le realtà regionali, non sorgerebbero problemi irrisolvibili legati a confini o a specificità territoriali assimilabili? Bisogna, inoltre, capire il motivo per il quale i fondi del PNRR non vengono, prioritariamente, assegnati per la perequazione infrastrutturale delle regioni del Sud Italia e perché i fondi strutturali vengono spesso utilizzati in sostituzione di quelli ordinari, togliendo così ulteriori risorse alle Regioni meridionali.
Come si evince, sono tanti gli interrogativi non chiariti dalla bozza della legge quadro che si vorrebbe far approvare in Parlamento, senza nemmeno la possibilità di essere emendata. Così facendo, i diritti delle regioni del Sud, legati alle risorse che il territorio produce, saranno sempre inferiori rispetto a quelli delle regioni del Nord, dove la concentrazione dei redditi elevati porta ad avere alte entrate tributarie che permettono servizi più efficienti nel campo assistenziale, scolastico, infrastrutturale. L’autonomia differenziata, cosi intesa, oltre a violare la Costituzione, rischia di mettere in discussione l’unità della Repubblica che, dopo 160 anni, non è riuscita ad arrivare all’unificazione economica. Ma se, in attuazione dell’art. 116 della Costituzione, la riforma delle Autonomie non è più rinviabile, perché non ripartire dai contenuti della Risoluzione del Consiglio regionale della Calabria del gennaio 2019, con la quale il Consiglio regionale dava impulso ad una iniziativa legislativa da presentare direttamente alle Camere, finalizzata ad un “regionalismo solidale”, nonché a promuovere una Conferenza degli Uffici di Presidenza dei Consigli regionali di Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, al fine di perseguire ogni migliore convergenza tra le Regioni del Meridione? Sarebbe una sfida democratica e coraggiosa, a dimostrazione del fatto che il Sud Italia non ha paura dell’Autonomia differenziata, né tantomeno intende nascondersi con battaglie di retroguardia. Si avrebbe modo, invece, di dimostrare come il Mezzogiorno sia la più grande risorsa dell’Italia.

Lorenzo Costa


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Catanzaro, “Officine del Sud”: soddisfatto del voto per il polo moderato

Categoria : Notizie

Il portavoce del Movimento Pilato commenta l’esito del primo turno: un ottimo risultato

«Il consiglio direttivo del Movimento Officine del Sud, riunitosi per l’analisi del voto del 12 giugno, ha espresso soddisfazione per aver contribuito, in modo significativo, insieme alle liste di partito ed alle liste civiche presentate dall’avvocato Antonello Talerico, all’ottimo risultato del polo moderato». Lo afferma il portavoce del movimento “Officine del Sud”, Raffaele Pilato. «Considerate le numerose anomalie riscontrate durante gli scrutini – spiega Pilato – si è in attesa del riconteggio, dove si spera di recuperare i pochi voti sufficienti (10) per l’assegnazione diretta di un ulteriore seggio alla coalizione. Ciò permetterebbe di liberare il seggio del Movimento, occupato attualmente dal candidato a sindaco Antonello Talerico. Per il Movimento, ulteriore gratificazione è rappresentata dal fatto di aver al suo interno i candidati tra i più votati dell’intera coalizione (Lorenzo Costa primo con 555 voti e Ferruccio Cristallo terzo con 313 voti) e, soprattutto, per aver avuto la conferma che l’area moderata potrà trovare sempre più spazi, nel futuro della politica nazionale, grazie all’azione ed al supporto di movimenti e liste civiche, in alternativa ad un bipopulismo che sta portando danni economici e sociali anche per le future generazioni. Il Movimento Officine del Sud, non legato a ideologie o a schieramenti partitici, essendo costituito da iscritti e simpatizzanti che sposano la qualità e la fattibilità dei progetti e, prima ancora, l’affidabilità politica di chi li propone, auspica che il futuro sindaco della città di Catanzaro sappia da subito affrontare e seguire con determinazione le procedure di attuazione del disegno di legge sull’autonomia differenziata, di prossima approvazione, al fine – prosegue il portavoce di “Officine del Sud” – di scongiurare gli effetti nefasti dovuti ad una assegnazione di risorse finanziarie legate ancora al parametro della spesa storica delle Regioni. Tali risorse economiche, da destinare a servizi essenziali come sanità, assistenza, istruzione, trasporto pubblico locale ed altro, per assicurare quel livello minimo di prestazioni essenziali, oggi relegano la città di Catanzaro agli ultimi posti di ogni graduatoria. Tematiche che ogni candidato a sindaco ha richiamato nei suoi programmi elettorali ma che non potranno mai trovare attuazione con il sistema di finanziamento vigente, nemmeno sperando nei fondi del tanto reclamato Pnrr, non avendo i Comuni nessuna struttura tecnica in grado di soddisfare la tempistica prevista dalla normativa europea. Per cui, la vera e unica battaglia rimane sempre quella della perequazione fiscale ed infrastrutturale, dopo aver definito i livelli essenziali delle prestazioni, che lo stato deve assicurare alle regioni e quindi alle città del sud Italia e non permettere alle regioni del nord di trattenere il loro gettito fiscale da destinare solo ai loro servizi, ben sapendo che il gettito dei tributi maturati sul nostro territorio regionale è tale da non assicurare nemmeno gli standard attuali, per quanto insufficienti e di pessima qualità. Per questa battaglia storica del Movimento – conclude Pilato – sono già in cantiere diverse iniziative, a partire dal mese di settembre, in continuità con i lavori fatti negli ultimi cinque anni, i cui risultati sono stati poi contemplati in una risoluzione del Consiglio Regionale della Calabria, presieduto dall’onorevole Nicola Irto, approvata all’unanimità, per una iniziativa legislativa che avrebbe visto coinvolto in modo diretto il popolo calabrese nelle modalità di scelta e distribuzione delle risorse, delle materie assegnate alla nostra Regione».

Fonte: corrieredellacalabria.it