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Sport dilettantistico in fase due: “Apprezzamenti per azione dell’assessore Cavallaro”

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Da parte dei consiglieri comunali Roberta Gallo, Andrea Amendola e Lorenzo Costa,

“Il delicato settore dello sport dilettantistico, che sta vivendo al limite del collasso dopo quasi tre mesi di crisi profonda, è al centro dell’agenda dell’amministrazione comunale”.

Lo hanno affermato Roberta Gallo, capogruppo di Forza Italia, Andrea Amendola, capogruppo di Obiettivo comune, e Lorenzo Costa, capogruppo di Officine del Sud. “In queste settimane abbiamo avuto modo di apprezzare l’azione portata avanti dall’assessore allo Sport, Domenico Cavallaro, che ha provveduto a istituire un tavolo tecnico con il Coni per individuare alcune modifiche da inserire nell’Albo delle associazioni sportive, e soprattutto ha improntato al dialogo e alla condivisione il suo operato, illustrando le proprie proposte nella commissione consiliare competente e aprendosi a suggerimenti e interventi”, hanno aggiunto Gallo, Amendola e Costa.

“La crisi che sta attraversando il settore dello sport dilettantistico, che è ben presente a noi tutti e in primis proprio all’assessore Cavallaro, che su questo tema ha avuto modo di avviare un proficuo dialogo con il Coni provinciale, ha bisogno di essere trattata con interventi efficaci e sfaccettati. È chiaro che non è nelle disponibilità di un Comune poter far fronte a tutto quanto è necessario, e per questo aspettiamo linee guida e interventi più determinati e determinanti da Governo e Regione. Tuttavia nel suo piccolo anche un Municipio ha qualche margine di manovra che può essere fondamentale per supportare associazioni e società sportive dilettantistiche che oggi non sanno proprio dove andare a parare. Sappiamo – hanno proseguito Gallo, Amendola e Costa – che l’assessore Cavallaro ha individuato alcuni interventi possibili per agevolare la ripartenza dei nostri sodalizi, e crediamo sia ora importante che questi stessi interventi vengano illustrati ai consiglieri e alla cittadinanza. Due giorni dopo la riapertura di palestre e impianti sportivi sarebbe estremamente importante che il grande lavoro svolto dall’assessore Cavallaro venisse reso pubblico”.


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L’INTERVISTA Claudio Parente: “Per la Fase 2 bisogna puntare alla sanità territoriale”. Su Villa Torano: “I troppi asintomatici dato nuovo. Non vedo la Santelli dalla proclamazione”

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di ENZO COSENTINO –  La Nuova Calabria

Coronavirus batte ritirata? Per ora è solo una speranza, ma ce ne vorrà del tempo prima di poterlo accertare senza ombre di dubbi. E intanto si viaggia nel regno, a volte fantastico e altre contraddittorio, delle ipotesi. Ve ne è una che vogliamo, anzi vorremmo, porre all’attenzione di chi sulla materia ha titoli per esporre il proprio punto di vista. Un interrogativo che nasce anche da recenti casi verificatisi sul territorio calabrese. Ad esempio l’interrogativo scientifico sulla condizione di quasi sovrapposizione tra la positività al virus covid-19 e l’asintomaticità degli stessi soggetti testati (sia pazienti che operatori della struttura di Villa Torano). Ne abbiamo parlato con Claudio Parente che, oltre ad essere medico,  è un professionista nel settore dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari (è pure laureato in Scienze dell’Amministrazione ad indirizzo Sociale e Sanitario e ha un dottorato in Morfologia Umana e Sperimentale, ndr) e quindi a conoscenza dei diversi modi di approccio a situazioni  epidemiologiche particolari come quella della pandemia in corso, anche nell’aspetto politico del problema.

 

Dottore Parente, come si è potuto verificare un focolaio di queste dimensioni?

“Sull’altissima capacità di diffusione virale del Covid-19 ormai si è scritto di tutto, si tratta di un virus che colpisce in modo subdolo anche a chi pensa di aver messo in atto tutte le precauzioni prescritte. Sono in contatto quotidiano con mio figlio, giovane medico specializzando all’Università di Milano, che mi racconta cose a cui si stenta a credere. Nel reparto in cui lavora il personale medico e paramedico è positivo per l’80% cosi come i pazienti e finanche il suo primario nonostante tutti gli accorgimenti messi in campo. Ma in Lombardia la diffusione è cosi elevata che ormai le percentuali non fanno più notizia mentre da noi ogni focolaio deve attirare la immediata attenzione perché si deve essere capaci di isolarlo al massimo e prima possibile, compresi tutti coloro che possono essere venuti a contatto, e quindi anche le ore e non solo i giorni hanno una importanza fondamentale”.

Soprattutto se avviene in ambiente ospedaliero o nelle strutture protette tipo le RSA?

“Certamente. L’ambiente ospedaliero amplifica in modo esponenziale l’infezione mentre nelle RSA diventa ancora più pericolosa considerata l’età dei degenti ma sopratutto per le pluripatologie di cui sono affetti. Nelle strutture protette l’infezione nella quasi totalità dei casi arriva dall’esterno perché i pazienti hanno tempi medi degenza di 6-12 mesi, e per i nuovi ricoveri è previsto in modo tassativo l’esito del doppio tampone negativo per poter accedere. Almeno in questo in Calabria si è riusciti ad arrestare il fenomeno dei ricoveri di pazienti dall’ospedale nelle strutture territoriali senza alcun controllo sullo stato di infezione evitando cosi il disastro avvenuto in Lombardia dove nelle RSA si contano 7 mila contagiati e migliaia di morti. Quindi, nel caso di Villa Torano si tratta di qualche soggetto positivo asintomatico che ha diffuso all’interno della struttura il virus e che i comuni mezzi di prevenzione adottati  tipo il controllo della temperatura dei lavoratori all’ingresso  e i dispositivi di protezione individuale  non sono stati sufficienti per bloccare la trasmissione. Cosi è nato il focolaio che si è potuto accertare solo per il ricovero di una utente in  Ospedale che presentava sintomi compatibili con il Covid-19”

Cosa fare per isolare in modo efficace la trasmissione?

“In Italia, finora, la quasi totalità di pazienti positivi asintomatici o paucisintomatici osserva la quarantena in famiglia che, per quanto si pensi di osservare ogni precauzione, non fa che ampliare l’infezione  creando piccoli cluster e quindi il primo accorgimento dovrebbe essere quello di individuare strutture idonee già pronte dove allocare sia i pazienti positivi al Covid 19 che quelli sottoposti a quarantena. E non rincorrere  soluzioni solo quando scoppia un caso perché poi si rischia di perdere tempo prezioso dietro a beghe di ogni tipo. L’epidemia, purtroppo, non scomparirà di colpo e fra qualche mese si potrebbero verifica fenomeni di ritorno, per cui il problema dell’allocazione più opportuna va affrontato urgentemente. Almeno ogni provincia deve avere un centro di riferimento, pubblico o privato, che sia adibito esclusivamente al Covid-19 lasciando agli ospedali Hub il ruolo per i trattamenti intensivi dei casi. E’ troppo rischioso allocare negli Ospedali pazienti positivi al Covid, per quanto separati e differenziati, soprattutto quando gli stessi Ospedali, a giorni, riprenderanno le attività di routine. Per cui la partita  si gioca sulla sanità territoriale che comprende diversi importanti attori, dai medici di medicina generale, alle unità specializzate al Covid-19 per l’assistenza domiciliare ed alle strutture protette dove monitorare e curare i pazienti che necessitano di costante trattamento sanitario. In attesa del vaccino, che non sarà certamente una scoperta a breve se vogliamo essere sicuri che si tratti di un vaccino che funzioni e che quindi la sperimentazione dovrebbe affrontare i classici step che ci portebbero a tempi di almeno due o tre anni. Considerando, altresì, che  questo è un tipo di virus che può mutare e quindi fare  una sperimentazione accorciando i tempi non potrà assicurare la certezza di un vaccino realmente efficace. Per cui  si dovrà lavorare per organizzare nel migliore dei modi la sanità sul territorio e continuare ad essere bravi, di fronte a focolai di infezione, nell’unica terapia efficace cioè l’isolamento. In Calabria,  i numeri  della pandemia sono contenuti,  grazie  al fatto della presenza di tantissimi comuni con un numero di abitanti tale da conoscersi quasi tutti, cosa che ha permesso di neutralizzare quasi alla radice il rischio di contagi per l’invasione dei concittadini dalle regioni del nord.”

Ma veniamo al tema da noi lanciato sull’alta correlazione tra casi positivi e nello stesso tempo asintomatici

“Avete sollevato una riflessione importante che già dai primi giorni è stato oggetto di interesse di chi segue l’epidemiologia del Covid-19 tanto che qualcuno aveva attribuito questo dato ad un errore nella metodica di indagine considerato poi che anche la più recente letteratura internazionale attribuisce un margine di errore, anche del 30%, ai risultati del tampone per la ricerca del virus. Rifatti i tamponi, che hanno confermato sostanzialmente i primi dati, le ipotesi di studio più appropriate si potranno fare fra 10-15  giorni e cioè il tempo medio per capire come evolve l’infezione sia tra i pazienti che tra gli operatori. Tra l’altro ogni giorno monitorati da specialisti dell’ASP di Cosenza che li hanno presi in carica dalla condizione di asintomatici e quindi con la certezza che l’eventuale trattamento sintomatologico sia il più appropriato possibile. Per cui si va dalla possibilità di indirizzare l’attenzione scientifica verso una mutazione del virus, che porta ad abbattere la carica virale al punto di risparmiare, almeno in alte percentuali,  soggetti fragilissimi per età e plutipatologie,  oppure preoccuparsi verso indagini a tappeto urgenti per scoprire ed isolare i soggetti positivi asintomatici prima che anche in Calabria si raggiungano le percentuali di infezioni delle regioni del nord, anch’esse sottostimate perché rapportate solo al numero di tamponi effettuati.”

Soprattutto adesso che ci si dovrebbe avviare verso la fase 2, cioè la ripresa delle attività.

“Ci si sta avventurando, purtroppo, verso un futuro pieno di grandi incognite che si devono purtroppo affrontare vista la condizione economica e sociale che questa pandemia sta provocando. Soprattutto nella nostra regione dobbiamo cercare di salvaguardare le filiere, penso all’agricoltura e al turismo, che danno respiro alla economica e quindi, dovendo convivere con il virus chi sa per quanto tempo ancora, dobbiamo attrezzarci con tutti gli strumenti possibili per diagnosticare prima possibile l’infezione virale ed isolare i soggetti venuti a contatti. Ed oggi l’unico sistema sicuro (almeno nell’80% dei casi) è il tampone per la ricerca del Covid-19. Le altre indagini che si stanno mettendo in campo tipo la siero prevalenza per la ricerca delle immunoglobuline per capire se si è venuti a contatto con il virus, che in ogni caso non sarebbe una patente di immunità, hanno ancora margini di errore significati per poter far stare tranquilli.”

Dottore Parente, a proposito di tamponi per Villa Torano è nata una polemica per le modalità di consegna che poi l’ha vista coinvolta per uno scambio di persona.

“Le solite polemiche di chi vuole strumentalizzare ogni cosa anche di fronte a situazioni dai possibili risvolti drammatici. Sulle modalità di consegna non entro nel merito dico solo che rispetto ad una procedura formale, il poter guadagnare anche ore e non solo giorni, nel sapere chi sono soggetti positivi e quelli negativi tra pazienti e operatori, al fine di distaccarli prima possibile (come dicono gli esperti in televisione ogni giorno) vale più di ogni considerazione perché si tratta della salute delle persone. Poi, il mio nome viene tirato spesso in ballo quando si parla di sanità, in questo caso  addirittura con interrogazioni parlamentari, quando sarebbe bastato farsi una passeggiata al Dipartimento della Salute per accertarsi di tante cose e soprattutto su quello che si chiedono.”

Quali ad esempio?

“Che da quando sono impegnato in politica (2010) e quindi mi sono dimesso da ogni carica e da ogni partecipazione azionaria, il potenziale conflitto di interesse l’ho esercitato in maniera opposta. Le istanze di accreditamento presentate fin dagli anni 2008 e 2009 non sono state evase mentre tantissime altre strutture, similari per tipologie di prestazioni, in questo ventennio sono state regolarmente accreditate. Addirittura per due strutture, avute in affidamento fin dal 2003 con gara pubblica, ci sono volute sentenze di ottemperanza del Tar sia per la procedure di autorizzazione che per quella dell’accreditamento. Procedure che hanno provocato ritardi per oltre 15 anni e che saranno certamente oggetto di risarcimenti e quindi di danni erariali. Ma avrebbero pure potuto parlare con il Commissario ad Acta Generale Cotticelli per sapere se mai, anche di fronte a richieste legittimate dalla giurisdizione amministrativa, abbia chiesto cose personali e quale, invece, sia stato il mio comportamento politico in Commissione o per portare avanti sue iniziative operative (vedi legge sull’integrazione delle Aziende della città capoluogo). Si sarebbero fatti una ragione sul fatto che in politica ci può essere anche qualcuno che si comporta in modo corretto.”

Qualcuno invece vorrebbe adombrare la sua vicinanza alla Presidente Santelli.

“Non vedo la Presidente dal giorno della sua proclamazione. Avevo deciso da tempo di non ricandidarmi ma di dare un contributo politico alla coalizione. Cosa che ho fatto e non certo per chiedere favori, incarichi o prebende, come tutti dell’ambiente sanno. Con gli amici del Movimento Officine del Sud siamo invece impegnati da oltre tre anni nelle analisi e nelle proposte da mettere in campo in tema di regionalismo  differenziato, argomento bloccato nell’agenda della politica nazionale solo per l’emergenza sanitaria. Dal giorno dopo le elezioni mi sono catapultato nella mia attività professionale che la vicenda della pandemia in Italia e in Calabria ha di molto implementato. Mi interfaccio costantemente con colleghi di tutta Italia per aggiornamenti sui tanti aspetti, che non sono solo di tipo sanitario, ma anche amministrativi e giuridici perché sono stati stravolti diversi aspetti della gestione sanitaria dai documenti sulla valutazione dei rischi alla privacy etc. Sono al telefono e a disposizione di tutti coloro che mi chiamano per consigli, procedure, terapie etc.  Però, per i diffamatori di professione non potrei fare il professionista, perché ho ricoperto ruoli politici, e non potrei fare il politico perché la mia attività professionale potrebbe configgere con iniziative amministrative o legislative soprattutto in materia sanitaria quando questo settore è da dieci anni commissariato e quindi ogni decisione spetta esclusivamente ai commissari nominati dal Governo.  Ma questo non vale per gli estorsori mediatici dei social ai quali non mi sono mai voluto assoggettare ma che fanno la gioia di tutti coloro ai quali devolvo gli importi dei risarcimenti (almeno per quei casi che hanno un minimo di capacità economica, altri non hanno niente da perdere e perciò fanno i leoni della tastiera).”


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Catanzaro, Costa: “Al Policlinico il centro per pazienti Covid-19”

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La struttura di Germaneto è sprovvista di pronto soccorso ed effettua solamente prestazioni d’elezione in gran parte differibili.

La pandemia da Covid 19 impone a tutti di fare un impegnativo esercizio di gestione delle paure e delle emozioni convulse, dando spazio alle intelligenze, alla capacità di organizzazione, coordinamento e gestione, che sono presenti nelle nostre istituzioni ed enti. Questo riguarda prima di tutto quante e quanti hanno responsabilità di primo piano nel disporre indirizzi certi e garanzie delle procedure. È un aspetto che investe il mondo politico, ma ancora, qui e ora, prima di tutto chi ha l’immane responsabilità di organizzare la sanità di pronto intervento nella gestione di questa pandemia. Vale ovunque, in Italia e nel mondo, e vale anche nella nostra città. Da giorni, infatti, riceviamo rassicurazioni sul fatto che siano stati resi operativi ai massimi livelli sia l’ospedale Pugliese-Ciaccio, che poi è l’hub regionale, quindi il centro con un carico pressante che arriva dai territori, sia il Policlinico situato nel quartiere Germaneto“. Lo scrive in una nota il consigliere comunale e capogruppo di Officine del sud Lorenzo Costa.

“Ho letto – spiega Costa – con estrema preoccupazione, che le due strutture non ‘operano in coppia’ e chi sostiene questo utilizza un termine meccanico che indica l’equilibrio della funzione, nel senso che, da quanto riscontrato da alcune denunce, vi è un disequilibrio nell’utilizzo che causa sofferenze al Pugliese Ciaccio. In sintesi: l’hub è costretto a soccombere.

Non deve sfuggire, inoltre, che il Pugliese-Ciaccio sia il pronto soccorso per eccellenza per l’intero territorio, e nello stesso tempo struttura d’intervento d’urgenza di Emodinamica Cardiovascolare, Neurologia con Stroke Unit, Traumatologia e Neurochirurgia. Per quanto riguarda le stesse strumentazioni di diagnosi, esse sono sottoposte ad utilizzi continui e multipli, con tutto ciò che significa in questo momento. Al Pugliese-Ciaccio potrebbero determinarsi delle situazioni difficili, dal momento che la struttura non consente rigorosi percorsi di transito dedicato unicamente per pazienti Covid 19, mentre le strumentazioni diagnostiche, a fronte di un incremento esponenziale del contagio, rischiano una condivisione con altre emergenze inderogabili, che non possono osservare i tempi dell’alternanza imposti da adeguati tempi si sanificazione degli ambienti.

Il Policlinico, allo stato attuale, è sprovvisto di pronto soccorso ed effettua solamente prestazioni d’elezione in gran parte differibili. Questo consentirebbe, attraverso un sistema di pre-triage, la gestione dei pazienti sospetti e diagnosticati in un ambiente idoneo e isolato dal resto del contesto nell’interesse della salute dell’intera comunità.

Sia allora data piena operatività alla struttura del Policlinico, eccellenza riconosciuta a livello nazionale, già dotata di alte specializzazioni di Rianimazione e relative strumentazioni.

Un Policlinico che offre una struttura nella quale poter ampiamente organizzare una efficientissima gestione, a partire da percorsi dal triage alle diagnostiche ai reparti.

Chi di dovere, come la Politica al più alto rango regionale, anche nelle sue diramazioni tecnico-amministrative nei Dipartimenti, raccolga l’appello che arriva dal territorio e, in particolare, da parte di tutto il personale sanitario che vive con straordinaria abnegazione l’emergenza dentro al Pugliese-Ciaccio.

Si attivi da subito e al meglio la professionalità e lo spirito di servizio che sono presenti al Policlinico e che non attendono altro che essere utilizzati al massimo.

Questo è il momento di dimostrare come la Calabria, anche attraverso l’esempio di Catanzaro, sia in grado di testimoniare un livello altissimo di capacità gestionale basato sul coordinamento, la forza della rete, senza campanilismi, lotte intestine e gelosie.

Non bastano gli annunci, pur positivi, di risorse aggiuntive. Serve, e subito, la dimostrazione che queste siano al servizio delle nostre popolazioni, in sicurezza e serenità. Sarà anche attraverso questo aspetto che Catanzaro e la Calabria, nel pieno di una drammatica storia, potranno riscoprire la forza, l’unità e l’identità di una comunità dimostrando, allo stesso tempo, che la gestione di un’emergenza è possibile anche in una terra sotto tanti aspetti disastrata come la nostra”.

Fonte: catanzaroinforma


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Gironda: Costa capogruppo in consiglio, scelta mia e fatta propria dal movimento

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La scelta di affidare il ruolo di capogruppo al collega Lorenzo Costa è stata una proposta che ho voluto avanzare in prima persona e che l’intero movimento, a partire dal presidente Claudio Parente, ha fatto propria e condiviso. Ritengo, infatti, che Lorenzo abbia le qualità, le capacità, l’esperienza per svolgere più che egregiamente le funzioni del capogruppo. Sono sicuro che questa scelta del movimento sia la migliore possibile per garantire nuova incisività all’azione politico-amministrativa intrapresa, in Consiglio e nel quotidiano lavoro delle commissioni, da parte di Officine del Sud. Da domani, quando il presidente del Consiglio comunale renderà ufficialmente nota, in aula, la ricomposizione del gruppo, Officine del Sud vivrà il suo nuovo inizio con lo stesso punto fermo di prima: il pieno sostegno al sindaco Sergio Abramo nella coalizione di centrodestra.

Francesco Gironda


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CONSIGLIO DIRETTIVO DEL MOVIMENTO OFFICINE DEL SUD

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Il Consiglio direttivo del Movimento officine del Sud si è riunito per discutere diversi punti all’ordine del giorno tra i quali l’analisi del voto regionale del 26 gennaio u.s. e le strategie politiche per le prossime elezioni amministrative di giugno 2020.
Il Presidente Claudio Parente, nella sua relazione, ha evidenziato il successo avuto dalla lista civica Casa delle Libertà, emanazione del Movimento Officine del Sud, tanto che lo stesso Presidente è stato nominato Coordinatore regionale, lista nella quale sono confluiti gli iscritti al Movimento che hanno permesso di allestire una formazione altamente competitiva tanto da raggiungere la percentuale del 6,40% su base regionale, con il picco di quasi il 9% nella Circoscrizione centro (province di Catanzaro – Crotone e Vibo Valentia), che ha permesso l’elezione di due consiglieri regionali nelle persone di Sinibaldo Esposito e Giacomo Crino’.
Un grande successo che si spera di ripetere nella prossima tornata elettorale di primavera che vedrà il rinnovo di diverse amministrazioni comunali per le quali sono già in corso trattative per individuare i candidati a sindaco.
Il Consiglio Direttivo ha poi espresso parere favorevole alla richiesta di adesione al Movimento di Lorenzo Costa, consigliere comunale di Catanzaro, appartenente al Gruppo Misto, che nel prossimo consiglio comunale andrà formalmente a far parte del Gruppo consiliare Movimento Officine del Sud.


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Il Talk Politico: Claudio Parente (Coord. Lista Cdl) e Michele Mirabello (PD)

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20.20 | Il Talk Politico: Claudio Parente (Coord. Lista Cdl) e Michele Mirabello (PD)

20.20 | Il Talk Politico: Claudio Parente (Coord. Lista Cdl) e Michele Mirabello (PD)

Pubblicato da L’altro Corriere TV su Giovedì 16 gennaio 2020


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Presentazione Candidati – Circoscrizione Centro: Conferenza stampa con Jole Santelli

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«Trovo un entusiasmo che non mi aspettavo, è segno che ci sono ancora persone che ci credono e chiedono un futuro. I calabresi hanno dato alla politica più di quanto la politica abbia dato ai calabresi, adesso quindi siamo noi a essere chiamati alla prova, ed è nostro dovere cercare di dare un futuro migliore a questa terra».
Jole Santelli, candidata alla presidenza della Regione per il centrodestra, presiede a Catanzaro la presentazione dei candidati della Casa delle Libertà nella circoscrizione centro. Accolta dal coordinatore della lista, Claudio Parente, uscente capogruppo di Forza Italia alla Regione, e da un contesto che la abbraccia letteralmente, la Santelli si confida, concedendo le sue riflessioni tra il personale e il politico nel corso della conferenza stampa moderata dal giornalista del Corriere della Calabria Danilo Monteleone.

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RASSEGNA STAMPA


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La scelta di Parente

Categoria : Notizie

C’è una peculiarità rilevante in Calabria nel catalogo delle liste che formano la coalizione di centro destra. Sulle sei formazioni che sostengono Jole Santelli nel tentativo di eleggere per la prima volta una donna alla presidenza della Regione Calabria, ben tre sono diretta emanazione o direttamente riconducili a Forza Italia: quella ufficiale che ha in testa il simbolo con Berlusconi presidente, la lista proprietaria di Santelli e l’ultima nata, la Casa della Libertà. Di quest’ultima, coordinatore e ” confezionatore” regionale è Claudio Parente. Dopo due legislature vissute pienamente a Palazzo Campanella, Parente ha deciso di non candidarsi per la terza consecutiva volta.

«L’avevo deciso da tempo – ci dice -. E da tempo lavoravo alla costruzione di una lista che fosse testimonianza del lavoro che da anni svolgo nel territorio, di apertura alla società civile, cha ha dato luogo e sostanza al progetto presente in diverse realtà locali, anche rappresentato istituzionalmente nei Comuni, che si chiama “Officine del Sud”».

E, da quel che si sapeva fino a pochi giorni prima del sabato di presentazione, così doveva chiamarsi la lista di Parente, e non, come invece è accaduto, “Casa della Libertà”, riesumando il vecchio logo che tanta fortuna ha arriso al centrodestra a trazione berlusconiana. Un simbolo e un gruppo presente già in Consiglio regionale, e pertanto non necessitato alla faticosa raccolta delle firme. Particolare decisivo per spiegare molte cose che hanno segnato i giorni precedenti alla conferma definitiva di Santelli alla guida della coalizione.

Occorre fare un passo indietro e in qualche modo interpretare. Come è noto nel succedersi degli eventi, ormai agli archivi, la candidatura di Santelli ai più è apparsa l’unica soluzione possibile a evitare lo scontro definitivo e letale nell’ambito della contesa che fino all’ultimo ha frapposto Mario Occhiuto e Sergio Abramo. L’ostacolo decisivo è stato frapposto dal niet proferito da Matteo Salvini verso il sindaco di Cosenza. Nell’ultima settimana di frenetiche trattative e sfiancanti rinvii, la possibilità che la coalizione andasse in frantumi si è palesata con forza agli occhi di Santelli, con lo spettro incombente, viceversa, di un rafforzamento inaspettato della coalizione opposta con a capo Pippo Callipo. Con la rinuncia drammatica di Mario Oliverio, a un certo punto si era probabilmente fatto concreto il pericolo di una confluenza nella coalizione guidata dall’imprenditore non solo di Mario Occhiuto, ma anche della frangia che fa capo ai fratelli Gentile, alla ricerca frenetica di un posto importante nelle liste. E a questo punto, con ogni probabilità, è entrato in gioco Parente. L’unico in grado di sbrogliare la matassa. Operazione complessa che avrà richiesto di smontare la lista di Officine e rimodellarla in modo di consentire l’ingresso nella neonata “Casa della Libertà” dei gentiliani, primi tra tutti Pino Gentile nella circoscrizione Nord e Baldo Esposito in quella Centro. Con il contemporaneo ingresso nella lista del presidente di uomini e donne riferenti a Occhiuto e lo spostamento di altri esponenti nella lista di Forza Italia.

Questa è la ricostruzione, verosimile, di ciò che è successo nel centro destra calabrese. Agli occhi di Santelli, e di riflesso in quelli di Berlusconi, un vero e proprio miracolo. Senza questo marchingegno, tutto sarebbe andato a gambe in aria. Claudio Parente, a sentirla, non conferma ma neanche smentisce. Più che altro, spende parole positive sulla consistenza non solo della lista di cui è coordinatore, ma di un progetto più ambizioso.

«È una campagna frenetica. Tutti corrono, si stanno consumando in pochi giorni energie che di solito si spendono in un paio di mesi. Dalla nostra parte devo constatare una crescita positiva della candidatura di Jole Santelli che, a dispetto di qualche voce maliziosa, sta facendo presa in tutto l’elettorato, sia per essere donna, con quello di simbolico che vuole dire in Calabria, sia come proposta politica non urlata ma ragionata. Oggi (ieri, ndr) è stata a Reggio Calabria, con una grande risposta di pubblico».

Parente, voi aspettate la vittoria, certamente. Ma In Calabria, quanto è sovrapponibile la tendenza nazionale. Il vento favorevole alla destra che si riscontra nei sondaggi?

«In Calabria, poco o nulla. Qui si misura la forza dei singoli candidati, la loro penetrazione nei territori. Con l’eccezione, in parte, della Lega, in questo particolare momento storico e politico. Nel senso che voti arriveranno al partito di Salvini al di là dei candidati. Come voto d’opinione. Questo rimane in qualche modo un enigma che solo il 26 gennaio sarà sciolto».

Quali le attese per la sua creatura, se così possiamo definirla, la lista CdL?

«La lista in sé è molto forte, ben distribuita, con esponenti di spicco in tutte le tre circoscrizioni. Ma vorrei dire che non è questo l’importante. L’importante è che in Calabria si vada incontro al progetto originale di Silvio Berlusconi, quello che ha preso il nome di “Altra Italia”, una crescita di Forza Italia verso la società civile e con la forza di mille amministratori sparsi nel Paese. In Calabria il progetto, con queste elezioni, ha già preso corpo e sostanza. Ci aspettiamo un grosso risultato, che avrà, speriamo, rilevanza in campo nazionale. Inutile nascondersi, un risalutato a doppi cifra, anzi, se si può dire, a doppia doppia cifra».

Se le cose dovessero andare realmente così, un posto in giunta non glielo leva nessuno, Parente.

«Le assicuro che è l’ultima cosa a cui penso. Per fortuna sono libero da preoccupazioni di ordine, diciamo così, materiale. Per me, realmente, giunto a questo passo della mia vita personale e politica, vale il progetto di fondo, quello del presidente Berlusconi, nel quale pienamente mi riconosco».

 

Fonte: noi-di-calabria-logo

Autore: Raffaele Nisticò


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Gallo-Orsomarso-Parente: “Fermare nomine poltronificio di Oliverio”

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A legislatura ormai chiusa, con la Giunta monca e in carica solo per l’ordinaria amministrazione, il presidente della Regione continua a sfornare nomine negli enti regionali: dopo Arcea, adesso è la volta delle Ferrovie della Calabria”. Lo affermano, in una nota congiunta, nel quale lamentano “il fervente attivismo del premiato poltronificio Oliverio”, il capogruppo della Cdl Gianluca Gallo e i consiglieri regionali Fausto Orsomarso (Misto-FdI) e Claudio Parente (FI). “

«Pensavamo che nei suoi cinque anni di non governo – sostengono Gallo, Orsomarso e Parente – Oliverio avesse toccato il fondo. Adesso, a legislatura finita, dopo aver lasciato la Calabria in esercizio provvisorio per l’incapacità di approvare persino il bilancio di previsione, il presidente e ciò che resta della sua giunta hanno iniziato a scavare. Con incredibile sequenza e scientificità, con l’evidente complicità di un pezzo di burocrazia regionale, nelle ultime settimane ha inanellato una serie di nomine. Già nei giorni scorsi aveva destato clamore l’avviso pubblico col quale il Dipartimento Agricoltura aveva improvvisamente avviato le procedure per la costituzione di un elenco di candidati idonei all’assunzione dell’incarico di direttore dell’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura, da designarsi a cura del presidente della giunta regionale. Adesso, con un blitz lampo, il copione si ripete”.

“Il 9 dicembre – affermano ancora i tre esponenti del centrodestra – è stato pubblicato un ulteriore avviso, stavolta da parte del Dipartimento Infrastrutture, finalizzato a favorire la presentazione di candidature di soggetti idonei a ricoprire l’incarico di amministratore unico delle Ferrovie della Calabria: gli interessati avranno tempo fino al 21 dicembre per far pervenire le proprie domande. Dopo di che, c’è da immaginarlo vestito da Babbo Natale, Oliverio provvederà alla nomina del fortunato. Una vicenda grottesca, ormai prossima ad assumere i contorni dello scandalo, nell’indifferenza del Pd e del centrosinistra, che di giorno flirta con le Sardine vestendo i panni del rinnovamento, e di notte briga per portare a casa poltrone e strapuntini. E’ un modus procedendi sconcertante, sul filo della legittimità, gravemente inopportuno e politicamente censurabile: qualcuno fermi Oliverio. Non può un presidente uscente, ormai privo di maggioranza e con diversi assessori in libera uscita se non già dimessisi, procedere a nomine dal sapore elettoralistico, che finiranno con il pregiudicare le scelte del futuro governo regionale”.

“Questa politica fatta di occupazione militare dei posti chiave delle agenzie e aziende regionali – sottolineano Gallo, Orsomarso e Parente – va non solo condannata, va fermata: è da queste cose che passa il rinnovamento autentico. Confidiamo che quanti vanno in piazza per protestare contro chi oggi è all’opposizione in Italia, al fianco di pezzi consistenti della maggioranza che nell’ultimo quinquennio ha trasformato in un deserto la Calabria, trovino tempo per spendere una parola per ciò che avviene proprio in Calabria, tra mura amiche”.


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